Peter Ferdinand Drucker, economista e saggista austriaco naturalizzato statunitense, scrisse: “se puoi misurarlo, puoi gestirlo”.

Questo vecchio principio calza a pennello se si parla del morbo di Parkinson, una malattia neuro degenerativa causata dalla morte delle cellule che hanno il compito di sintetizzare e rilasciare la dopamina, un neuro trasmettitore endogeno della famiglia delle catecolammine.

Per gestire al meglio il Parkinson occorre infatti misurarlo, ecco quindi che può essere un alleato perfetto il PKG (Personal KinetiGraph), un innovativo orologio sviluppato dalla Global Kinetics Corporation.

Esso è in grado di fornire valutazioni continue dei sintomi curabili ma invalidanti del morbo di Parkinson, come il tremore, la bradicinesia (rallentamento dei movimenti volontari) e la discinesia (movimento anormale e scoordinato dei muscoli). Inoltre il device fornisce una valutazione della sonnolenza diurna e un’indicazione della propensione a comportamenti impulsivi.

PKG è costituito da un apparecchio di registrazione del movimento, a forma di orologio da polso, che utilizza algoritmi proprietari memorizzati sul Cloud e rapporti basati sui dati presenti nel database della Global Kinetics Corporation. Questi ultimi vengono raccolti di continuo durante tutte le attività del giorno svolte all’interno dell’ambiente domestico e possono essere programmate per ricordare al paziente che indossa l’orologio PKG di assumere i farmaci e di registrare la loro assunzione sul dispositivo.

L’orologio, che rientra nel mondo IoT della salute, va indossato per un periodo di 6-10 giorni (solitamente una settimana).

Al termine di questo periodo, tutti i dati raccolti vengono caricati su una banca dati per essere successivamente elaborati. Così il paziente può fornire al proprio medico tutte le informazioni registrate, come i momenti di tremore o immobilità, visualizzabili anche attraverso dei grafici che ne aiutano la comprensione.

Il Personal KinetiGraph può quindi essere utile per: stabilire una linea di base sintomatologica e monitorare le risposte al trattamento del Parkinson; guidare la terapia in base ai risultati; identificare i sintomi classici del morbo ma anche quelli non motori, come il sonno e il rischio di ICD; ottenere un report completo sul paziente affetto dalla malattia.

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