incentivi per l'industria
incentivi per l'industria

Eccoci al secondo appuntamento alla scoperta degli incentivi per l’industria 4.0 che lo Stato italiano ha messo a disposizione. Nel precedente articolo, abbiamo visto come il Piano Nazionale Industria 4.0 preveda facilitazioni volte a sviluppare due principali aree. Innovazione e competitività. Nell’articolo di oggi vediamo gli altri 3 incentivi per l’industria 4.0 che il Governo ha previsto a favore della digitalizzazione delle imprese.

Investire nel futuro grazie al Credito d’imposta R&S

La competitività, soprattutto a livello internazionale, dipende molto dal grado di innovazione dei processi produttivi e dei prodotti stessi. Investire in Ricerca e Sviluppo è da sempre un punto cardine del miglioramento continuo. È noto come in Italia questo aspetto sia spesso e volentieri preso in poca considerazione, soprattutto dalle PMI. Il credito d’imposta R&S è uno degli incentivi per l’industria 4.0 volto a stimolare la spesa privata nella ricerca e nello sviluppo.

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Nello specifico è previsto un credito d’imposta del 50% relativo alle spese in R&S. Il tetto massimo annuale è pari a 20 milioni di euro per beneficiario. Può essere richiesto per tutte le spese fatte per ricerca industriale, fondamentale e sperimentale. Anche l’assunzione di personale tecnico altamente qualificato rientra in tale proposta e l’acquisto di attrezzature e strumenti di laboratorio.
Accedere al credito d’imposta R&S è semplicissimo. Occorre solamente indicare le spese sostenute nel quadro RU del modello Unico e dimostrando i costi con la documentazione contabile.

Patent Box: uno degli incentivi per l’industria 4.0 che dà valore ai beni immateriali

Ecco come la proprietà intellettuale viene finalmente riconosciuta e premiata, se in territorio nazionale! Il Patent Box è volto a rendere il mercato italiano più attrattivo agli occhi degli investitori sia nazionali, sia esteri. Il tutto grazie a una tassazione agevolata sui redditi provenienti dall’impiego della proprietà intellettuale.

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Grazie al Patent Box si aderirà a un regime opzionale di tassazione agevolata imputabile a tutti i redditi derivanti dall’impiego di beni immateriali. Quest’ultimi comprendono know how e software coperti da copyright, brevetti industriali, marchi registrati. In concreto, le aliquote IRES e IRAP, a partire dal 2017, saranno ridotte in misura pari al 50% sui redditi connessi all’impiego di beni immateriali. Condizione imprescindibile per l’ottenimento di tale incentivo è la conduzione da parte del contribuente di attività di R&S relative allo sviluppo e al mantenimento dei beni immateriali.
Il Patent Box deve essere esercitato nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per il quale si opta, ed ha validità pari a 5 anni. Al terimne di questi, è possibile rinnovare la richiesta di incentivo per una pari durata.

incentivi per l’industria 4.0: startup e pmi innovative

Al fine di sostenere le imprese innovative, il loro sviluppo e la loro crescita, il Governo italiano ha varato interessanti modifiche per la costituzione di attività d’impresa. Tali interventi legislativi coprono tutte le fasi del ciclo di vita delle nuove aziende. Collaborazione, innovazione e internazionalizzazione sono i tre pilastri alla base di tali interventi. Tra le facilitazioni, sono degne di nota: la modalità di costituzione gratuita e digitale, detrazioni IRPEF e deducibilità dell’imponibile IRES, accesso gratuito al Fondo di Garanzia per le PMI.
Da segnalare anche l’equity crowfunding, per la raccolta di capitali di rischio. E Italia Startup Visa, una digitale, semplice e intuitiva per attrarre imprenditori innovativi. Per beneficiare di questo incentivo occorre iscriversi alle rispettive sezioni speciali del registro delle imprese.

Maggiori dettagli su requisiti, modalità di richiesta di incentivi per l’industria 4.0 e durata dei benefici sono disponibili sul sito ufficiale del Piano Nazionale.

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